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	<title>DOTT.VITAGLIANO INVESTIGAZIONI&#187; News</title>
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		<title>Acquisizione forense di dati da cellulari, smartphone, tablet</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 10:07:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[investigatore privato]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Pratica della cosiddetta mobile forensics, ovvero l’acquisizione forense di smartphone, cellulari, telefonini e tablet è uno dei servizi storicamente offerti dallo Studio. Che si tratti di processo civile o penale… <a href="https://www.agenziainvestigativaeurinform.it/wordpress/acquisizione-forense-di-dati-da-cellularismartphonetablet/" class="read-more-link">read more &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pratica della cosiddetta mobile forensics, ovvero l’acquisizione forense di smartphone, cellulari, telefonini e tablet è uno dei servizi storicamente offerti dallo Studio. Che si tratti di processo civile o penale oppure di attività stragiudiziale, è strategico poter disporre di una copia dell’intero contenuto dello smartphone a fini probatori e investigativi. Tale copia viene chiamata anche copia forense o copia conforme o ancora copia bitstream.<br />
L’acquisizione forense degli Smartphone è realizzata tramite strumentazione certificata e aderendo alle pratiche e standard approvati dalla comunità scientifica forense. L&#8217;intero contenuto estratto in modo certificato è utilizzabile in Tribunale e a fini legali, con perizia che ne attesti le fasi di copia, i procedimenti e gli strumenti utilizzati accompagnati dalla catena di conservazione delle evidenze digitali e dei reperti. Operiamo a Caserta, Napoli, Benevento, Avellino, Frosinone, Aversa, Latina, Potenza, Campobasso, </p>
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		<title>Bonifiche da microspie, ambientali telefoniche</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 09:59:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini assicurative]]></category>
		<category><![CDATA[investigatore privato]]></category>
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		<description><![CDATA[La bonifica ambientale da microspie permette di togliere qualsiasi dubbio in merito a dispositivi di intercettazione che possono essere stati installati su smartphone, computer e in ufficio, casa, autovettura. La… <a href="https://www.agenziainvestigativaeurinform.it/wordpress/bonifiche-da-microspie-ambientali-telefoniche/" class="read-more-link">read more &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La bonifica ambientale da microspie permette di togliere qualsiasi dubbio in merito a dispositivi di intercettazione che possono essere stati installati su smartphone, computer e in ufficio, casa, autovettura. La nostra bonifica ambientale elettronica è rapida, riservata e adatta a chi necessita di una soluzione professionale e definitiva. Operiamo, con la massima riservatezza, nell’ambito delle bonifiche da microspie e software spia telefonici, in tutta Italia, Caserta, Benevento, Avellino, Frosinone, Latina, Napoli, Roma, Potenza, Campobasso, Aversa</p>
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		<title>Gli sms extraconiugali portano alla separazione con addebito.</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 09:37:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[investigatore privato]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli sms ricevuti dall&#8217;amante sul proprio telefonino sono una prova più che sufficiente del tradimento e bastano per suffragare una richiesta di separazione da parte del soggetto tradito con addebito… <a href="https://www.agenziainvestigativaeurinform.it/wordpress/separazione-con-addebito/" class="read-more-link">read more &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli sms ricevuti dall&#8217;amante sul proprio telefonino sono una prova più che sufficiente del tradimento e bastano per suffragare una richiesta di separazione da parte del soggetto tradito con addebito a carico dell&#8217;altro coniuge. A ribadirlo è stata la Corte di Cassazione sentenziando sul caso di una coppia milanese la cui donna aveva scoperto il tradimento del partner dopo aver consultato in casa il telefonino di lui. Gli ermellini, confermando la decisione della Corte di Appello di Milano, hanno stabilito che l&#8217;uomo dovrà pagare complessivamente alla donna la somma di 5 mila euro al mese per il mantenimento suo e dei tre figli.</p>
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		<title>Legittima la dichiarazione di fallimento su istanza del PM</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 08:27:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[È legittima la dichiarazione di fallimento intervenuta su istanza del Pubblico Ministero, inoltrata a seguito di segnalazione compiuta dal Tribunale nell’ambito di procedura prefallimentare. Lo hanno deciso le Sezioni Unite… <a href="https://www.agenziainvestigativaeurinform.it/wordpress/recupero-crediti-caserta/" class="read-more-link">read more &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È legittima la dichiarazione di fallimento intervenuta su istanza del Pubblico Ministero</strong>, inoltrata a seguito di segnalazione compiuta dal Tribunale nell’ambito di procedura prefallimentare. Lo hanno deciso le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza depositata ieri, 18 aprile 2013, n. <a href="http://www.eutekne.it/Servizi/BancaDati/Testo.aspx?ID=188069&amp;IDSrc=100" target="_blank">9409</a>. La questione sottoposta alle Sezioni Unite riguarda la legittimità di una dichiarazione di fallimento intervenuta a seguito di istanza del Pubblico Ministero, sollecitato a valutare l’eventuale sussistenza di uno stato di insolvenza dell’imprenditore da parte del Tribunale, all’esito del procedimento per la dichiarazione di fallimento dello stesso imprenditore, definitosi con decisione liberatoria per il debitore a seguito di desistenza del creditore istante. In merito, si ricorda che, ai sensi dell’art. 6, comma 1, del RD 267/42, il fallimento è dichiarato su ricorso del debitore, di uno o più creditori o su richiesta del Pubblico Ministero. Secondo, poi, l’art. 7, comma 1, n. 2 del RD 267/42, il Pubblico Ministero presenta la richiesta quando l’insolvenza risulta dalla segnalazione proveniente dal giudice che l’abbia rilevata nel corso di un procedimento civile. Su quest’ultima disposizione, la Corte, seguendo un’interpretazione strettamente letterale, ha evidenziato che la formulazione generale della stessa, che riconduce il potere di iniziativa del Pubblico Ministero a detta segnalazione senza la previsione di eccezioni o limiti, non consente di escludere dalla relativa previsione le eventuali segnalazioni effettuate nell’ambito di procedure fallimentari.</p>
<p>Ma non solo, le Sezioni Unite precisano che le modifiche apportate dal Legislatore in sede di riforma del 2006 della legge fallimentare sembrano deporre proprio per un’interpretazione estensiva rispetto al passato del dovere di segnalazione. Chiara è, infatti, secondo i giudici, la sostituzione del precedente riferimento allo stato di insolvenza risultante in giudizio civile (art. 8 del RD 267/42 nella formulazione previgente, oggi abrogato dal DLgs. 5/2006), quindi non in una procedura prefallimentare, con quella della rilevazione effettuata nel corso di un procedimento civile, “nel cui ambito va certamente annoverata anche quella prefallimentare”. Sebbene ciò basti ai suddetti fini, i giudici rimarcano ugualmente che la formulazione letterale della norma risulta supportata dall’intenzione del Legislatore della riforma “essendo stato chiaramente specificato che la richiesta di fallimento inoltrata dal P.M. è conseguente alla segnalazione effettuata nell’ambito di qualunque procedimento da cui risulti l’insolvenza, con l’ulteriore precisazione che ciò vale pure nei casi di rinuncia al ricorso per la dichiarazione di fallimento dei creditori istanti” (in tale senso si vedano Cass. <a href="http://www.eutekne.it/Servizi/BancaDati/Testo.aspx?ID=188081&amp;IDSrc=100" target="_blank">9781/2012</a>, Cass. <a href="http://www.eutekne.it/Servizi/BancaDati/Testo.aspx?ID=188082&amp;IDSrc=100" target="_blank">9857/2012</a>, Cass. <a href="http://www.eutekne.it/Servizi/BancaDati/Testo.aspx?ID=188083&amp;IDSrc=100" target="_blank">9858/2012</a>).</p>
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		<title>Debiti fiscali</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 14:00:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Equitalia potrebbe prendersi l&#8217;intero stipendio. Il tetto massimo del quinto per il pignoramento dei debiti da lavoro rischia di saltare quando lo stipendio  la pensione vengono versati sul conto corrente. Potrebbe… <a href="https://www.agenziainvestigativaeurinform.it/wordpress/debiti-fiscali/" class="read-more-link">read more &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E<em><strong>quitalia potrebbe prendersi l&#8217;intero stipendio</strong></em>. Il tetto massimo del quinto per il pignoramento dei debiti da lavoro rischia di saltare quando lo stipendio  la pensione vengono versati sul conto corrente. Potrebbe essere un bello scacco matto per il <b>contribuente </b>che ha <a href="http://economia.virgilio.it/tasse/pagare-tasse-in-ritardo-costera-di-piu-aumentano-interessi-di-mora.html" target="_blank">debiti fiscali</a> non pagati. E&#8217; <a href="http://economia.virgilio.it/soldi/pensioni-no-cash-sopra-1000-euro-banche-si-preparano-ad-accogliere-clienti-forzati.html" target="_blank">obbligato a versare</a> sul conto corrente lo <b>stipendio </b>o la <b>pensione </b>se superano i 1.000 euro. Ma così facendo fa saltare la protezione che limita il <b>pignoramento </b>a<b> </b><b>1/5</b> e rende i suoi redditi preda <b>per intero</b> di <a href="http://economia.virgilio.it/tasse/equitalia-riscossione-imposte-puo-essere-sospesa.html" target="_blank">Equitalia</a>.<br />
E&#8217; il risultato dell&#8217;azione congiunta di <b>due provvedimenti</b> del governo Monti &#8211; la manovra salva-Italia e il decreto semplificazioni &#8211; su cui ora Confedercontribuenti chiede di intervenire con urgenza. Non potendo più essere pagati cash, ogni pagamento di stipendi e di pensioni al di sopra di € 1000,00 deve transitare su un conto corrente, cioè essere custoditi presso un terzo (la banca o la posta). E qui si &#8220;confonde&#8221; pericolosamente col resto della giacenza <b>perdendo lo status di somma a &#8220;tutela speciale&#8221;</b>.<br />
A dare una mano a Equitalia è arrivata anche una sentenza della Cassazione (la n.17178 del 2012) che ha stabilito che &#8220;qualora le <b>somme </b>dovute per crediti di lavoro siano <b>già affluite sul conto corrente</b> o sul deposito bancario del debitore esecutato, <b>non si applicano le limitazioni</b> al pignoramento previste dall&#8217;art. 545 cod. proc. civ.&#8221;.<br />
Ma anche ammettendo che il debitore dimostri che sul suo conto confluiscono solo redditi da lavoro e nessun altro importo, <b>Equitalia </b>ha sempre una marcia in più rispetto ad altri creditori: in base alla legge, il concessionario della riscossione può <b>richiedere il pagamento</b> del suo credito <b>direttamente alla banca</b> senza la necessità di avviare in procedimento giudiziario. <em><strong>Fortunatamente Equitalia con una nota interna emessa il 22 Aprile 2013 ha chiarito che la società di riscossione non procederà più al pignoramento diretto su conti correnti bancari e postali di lavoratori dipendenti e pensionati con decorrenza immediata per importi sotto i € 5000,00 di redditi da lavoro e pensione.</strong></em></p>
<p>Per le procedure di pignoramento presso il datore di lavoro ed ente pensionistico, incece si procederà seconto le seguenti regole: potrà essere pignorato 1/10 dello stipendio fino a € 2500,00, 1/7 tra € 2500,00 e € 5000, 1/5 oltre i € 5000,00.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
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		<title>Niente alimenti dall’ex coniuge se si convive con un altro</title>
		<link>https://www.agenziainvestigativaeurinform.it/wordpress/agenzia-di-investigazioni/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 15:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[ Nella sentenza confermata in Appello dal Tribunale di Bologna, per la quale “se l’ex coniuge ha una nuova famiglia di fatto, l’ex  può non corrispondere più gli alimenti“ vedo un… <a href="https://www.agenziainvestigativaeurinform.it/wordpress/agenzia-di-investigazioni/" class="read-more-link">read more &#8594;</a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>
<p> Nella sentenza confermata in Appello dal Tribunale di Bologna, per la quale “<strong>se l’ex coniuge ha una nuova famiglia di fatto, l’ex  può non corrispondere più gli alimenti</strong>“ vedo un lampo, un barlume di futuro e modernità in una materia dove troppo spesso sono state accettate cose inaccettabili. Premettiamolo ancora una volta: esistono i distinguo. La materia è delicata, non bastasse ci sono una serie di variabili per cui, davvero, ogni caso è un caso a se. Non parliamo di quando ci sono di mezzo dei figli. Preferisco non addentrarmi in questa circostanza (ma il loro mantenimento è sacrosanto). Mi riferisco ad altri contesti, in cui ci si separa (o si divorzia) e la faccenda riguarda unicamente due persone.E’ innegabile, che troppa gente approfitti della fine di un matrimonio per trarne un vantaggio economico. Grande o piccolo che sia, a me fa comunque venire i brividi.Possibile che esista qualcuno che anche oggi, nel 2013, concepisca la possibilità di farsi mantenere dal proprio ex?</p>
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<p>Non è solo una questione romantica. Anche, ma non solo. Anche, perchè si presuppone che se si sposa una persona lo si faccia perchè la si ama e se ci si lascia lo si faccia perché non ci si ama più (basta anche uno solo dei due). Il fatto che “l’altro” sia povero, ricco, più povero o più ricco di noi non dovrebbe avere alcun peso nella decisione  di sposarlo o di lasciarsi. Tornando invece al “ma non solo”, ritengo che chiedere dei soldi al proprio ex – quando non si hanno figli e si è relativamente giovani – non sia solo qualcosa che c’entra poco con il sentimento dell’amore ma anche qualcosa che in qualche modo lede la propria dignità.Perché diventare un peso per il proprio ex quando si ha tutto per farcela da soli?      La faccenda poi diventa addirittura grottesca, quando oltre a tutto questo, si aggiunge anche il fatto che chi gode di un assegno di mantenimento (o, poi, divorzile)  vive con un altro/un’altra. Sarò ingenua, ma con che faccia si continua ad accettare che il proprio ex, solo perché sciaguratamente in un passato non troppo lontano ha deciso di sposarci, continui a contribuire a una vita che è indisutibilmente ormai lontana da lui/lei? Se si inizia a vivere con un’altra persona, come si possono accettare soldi dal proprio ex? La giurisprudenza prevede una definizione – segno che il fenomeno esiste – che differenzi l’assegno di mantenimento (che avrebbe uno scopo assistenziale) da quella che è stata chiamata una <strong>rendita parassitaria</strong>. Termine piuttosto azzeccato, peraltro. “Se la propria ex moglie ha 30 anni, un titolo di studio e non cerca lavoro, in quel caso l’assegno di mantenimento sarebbe una rendita parassitaria”, spiega l’avvocato Cesare Rimini. Si può non essere d’accordo? Non bastasse, c’è chi – per evitare che il proprio assegno venga sospeso o anche solo assottigliato – sceglie di non convivere con il nuovo compagno/a o, peggio, dissimula la convivenza. Sbaglierò io, ma non è tutto sommamente, profondamente, triste? Vi prego, se c’è qualcuno che ritiene che sia accettabile continuare a percepire dei soldi dal proprio ex (senza figli e quando si è piuttosto giovani) anche quando si inizia una nuova convivenza, scriva. Amore e interesse non dovrebbero (idealmente) stare separati? Può diventare una forma (sensata) di vendetta chiedere denaro al proprio ex? Non è lesivo della propria dignità? E se poi si inizia una nuova convivenza, non è giusto che il nostro ex non ci dia dei soldi suoi?</p>
<p>&nbsp;</p>
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